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Scrivo e fermo il tempo, racchiudo un viaggio...

...racconto un pezzo di mondo...
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Mariko Murasaki

August 14

Fuochi d'artificio

(soundtrack: Amen Omen di Ben Harper)

Piango
Forse per abitudine
Piango
Perché quando il cuore è arido non riesco a muovermi
Ho paura che vada in frantumi mentre la città ride, mormora, cammina

Ed è proprio quando fuori dalla mia finestra c’è il sole
Nella mia stanza tutto si spegne, è già notte
Una notte senza stelle, senza desideri
Senza te

Rubo le nuvole disegnate sul mio cuscino
Mi avvolgo nelle lenzuola di cotone bianco
Conservano il sapore dei sogni che si ripetono ogni notte
Si mescolano al profumo che tutte le sere segue la curva del mio orecchio
E bagna una ciocca tonda di capelli

Il soffitto, non riesco a vederlo
Forse non sono più qui, non sono più io
Penso agli amori che non hanno ombre
Quelli che di notte non ci sono mai stati

Questa sera qualcuno illuminerà la nostra città di fuochi d’artificio…
Li fanno per noi e noi non saremo lì a faccia in su,
guarderemo cieli diversi, pensando poi alle stesse cose

Ma non voglio guardare in alto stasera
Ho paura che queste scie che tagliano l’aria scura 
accendano il mio viso di lacrime
Ho paura di quello che scriverò domani
E di non udire nessuna voce sulla mia spalla

Questo è per te…

Mi volto per cercare un'altra luce
Quella di due occhi in cui si specchia il mare
Anche di notte

È ancora buio

Mentre qualcuno abbassa tutti i rumori intorno
Resta a parlarmi la sola voce dell’acqua che si corica esausta sulla battigia
Mi implora di lanciarle il mio pensiero a te
Ma io non posso…

…perché non so se galleggia o se va a fondo…


August 03

Per i miei coetanei


Per i miei coetanei avere 24 anni significa che per divertirsi si deve bere e possibilmente fumare.
Se a 24 anni non bevi e non fumi, allora ti stai sforzando a tutti i costi di sembrare quella/o che non sei...

Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà. 


Ma le persone sono tra loro molto diverse, tutti noi facciamo esperienze che delineano un percorso e costruiscono la nostra personalità.
Io ho 24 anni e non fumo, non amo neanche bere...insomma, bevo poco. Singori, sono un alieno! Sono proprio "una che non vive la sua età".

Come significa "vivere un'età"?
Fare quello che fanno gli altri? Sballarsi prima di andare in discoteca? Uscire tutte le sere per andare in locali dove non si parla?
Come si fa a dire "tu non vivi la tua età"?

Io so di essere diversa da molti dei miei coetanei e dei miei amici. Ma so anche di non aver mai fatto niente che non volessi fare e so per certo di aver bisogno di cose diverse dalle loro. Ma sto completamente vivendo la mia età. Sto per specializzarmi all'Università, ho iniziato a lavorare nel mio settore, ho delle passioni, viaggio, conosco molte persone...giovani e meno giovani di me, qualcuna anche molto meno giovane di me.

Vivo la mia età a modo mio e per come mi piace.
Perchè far parte della minoranza deve sembrare sempre un problema?

Senti Ro', ma è così bello fare le cose che non fanno gli altri...
...andare al ristorante alle 8, al mare il lunedì, indossare un vestito perchè ti sta bene e non perchè è di moda...
Passeggiare fino al Colosseo a piedi piuttosto che andare sempre nei locali fatti proprio per non farti desiderare quello che sta fuori...

La verità è che non ci capiamo. Noi esseri umani non capiremo mai le esigenze degli altri se non sono anche le nostre.
E' sempre tutto giusto o tutto sbagliato. Tutto bianco o tutto nero. Vero o falso.

Ma

poi

per chi?



June 24

Le regole della convivenza (quasi) perfetta


Oggi sto riflettendo sulla convivenza. In realtà ci rifletto da sempre, ma nell'ultimo mese un po' di più.
Forse perchè sono stanca per certi versi, per altri perchè la mia coinquilina G. è tornata a casa e adesso la sua stanza è occupata da O.
Nuova ragazza, nuove abitudini, nuove storie, nuove convergenze e divergenze.

O. è sicuramente la coinquilina migliore che abbia mai avuto.
Pulita e ordinata, impeccabile sotto questo punto di vista. E per una come me, tutto il resto si supera.
Finalmente!

E' una ragazza di una calma spaventosa.
La pausa caffè (con aggiunta di cardamomo!) con lei dura un'ora.

Comunque sto divagando, perchè ho deciso di stilare il vademecum della buona convivenza.

Regola numero 1 - Mai fare la spesa in comune! Potrebbe fare eccezione la carta igienica, ma è da valutare con molta attenzione.
Regola numero 2 - Non darsi regole rigide, sempre meglio appellarsi ai valori universali delle relazioni tra persone.
Regola numero 3 - E' buona cura avvisare sempre prima di far ritorno a casa o se si fa ritardo o addirittura se non si torna a dormire la notte.
Regola numero 4 - Anche se la tua coinquilina non butta la padella cancerogena, lascia che si rovini il fegato lei e non tu quando ti dirà "non toccare le mie cose!" nonostante tu abbia avuto anche l'accortezza di comperare la nuova padella.
Regola numero 5 - Se la tua coinquilina è la figlia del proprietario di casa, per qualsiasi comunicazione contattare i genitori. Se si rompe il letto Ikea per esempio, chiamate direttamente il proprietario. Altrimenti potreste sentirvi dire "strano, ho lo stesso letto a casa dei miei e non si è rotto".
Regola numero 6 - Tollerare è meglio che traslocare!
Regola numero 7 -  Se lei/lui non lava i piatti il venerdì prima di partire per il w.e., spostateli e rimetteteli nel lavello il lunedì mattina.
Regola numero 8 - Non sentitevi mai ospiti, soprattutto quando pagate 400 euro al mese per una stanza.
Regola numero 9 - Quando la vostra proprietaria aumenta di 50 euro in un anno la quota mensile dell'affitto, dovreste ricordarle che nemmeno l'Istat ha percentuali di variabilità così alte. Se al momento dell'accordo vi aveva detto "perchè noi non ci vogliamo speculare sopra", beh! leggete la regola numero 10...
Regola numero 10 - Fidarsi è bene, non fidarsi è decisamente molto meglio.

Detto questo, la mia attuale coinquilina è desaparecidas da ieri mattina, disattendendo la regola numero 3. Mi ha detto che sarebbe tornata tardi questa notte, ma quando mi sono svegliata lei non c'era. Cosa dovrei fare secondo voi? Non vorrei sembrare una vecchia zia preoccupata, però...
Che ne so, vale o non vale la regola di avvisare? O dovrei farmi i fatti miei? Ma dopo 24 ore (o 48?) si preoccupa pure la polizia...

Boh!



June 17

Self (dai, mica tanto questa volta) promotion


E' dall'estate scorsa che - a tempo perso - io, i miei cugini e mio padre abbiamo dato vita al sito internet sul mio paese.
Ed è da sempre che io indirettamente ve ne parlo, perchè in fondo il sud è sempre stato qui...tra le righe dei miei post.

Ma prima di soddisfare la curiosità di alcuni, vorrei parlarvi del Team, è divertente. Dovreste vedere come lavoriamo, internet nel nostro caso è l'incrocio tra Pietrapaola, Roma, Torino, Venezia e Colonia.

Beh, intanto c'è mio padre che "finanzia" l'iniziativa ed è a tutti gli effetti il nostro "corrispondente" visto che è l'unico a vivere giù. Il suo lavoro consiste nel "dare ordini" Sorriso - si fa per dire... - e raccogliere materiale utile facendo "il giro delle sette chiese", diciamo così.

Ci sono io che a parte fare la fotoreporter, scrivo qualche articolo tanto per aggiornare la bacheca. E faccio varie cosette sparse per il sito...insomma sono addetta soprattutto ai contenuti fotografici e testuali, ancora un po' troppo a singhiozzo.

A Torino c'è l'ingegnere, mio cugino Frazzz, il nostro web-master. A lui dobbiamo la parte grafica, tecnica, algoritmica del sito.
(E anche qualche "sanitario" che compare nello slideshow ogni tanto...ops...)

Direttamente da Colonia MT.
MT - che per mestiere farebbe l'editor - nel nostro caso per mestiere fa la "rompiscatole". Ma riconosco che serve anche una tipa così..."tetesca" tutta "nein", "verboten" e puntinisullei.

E' tremenda.
Tralasciando tutte le correzioni che mi fa quando pubblico qualcosa, della serie che tutti gli altri mi scrivono "bellissimo Rosa, ho pianto leggendo" e lei

"PS:
ho corretto pochissimo, magari non te ne accorgi nemmeno.

1) ho tolto "dannatamente" perché non era "a tono"
2) un gruppo musicale non "dura", ho sostituito con un'altra espressione
(di vecchia o antica data)
3) qualche volta, quando ci sono troppi aggettivi il periodo tende ad
appesantirsi, per cui ho lasciato via "inclinati" dai banchi verdi
4) In uno dei periodi in iniziali, ho messo un punto al posto di una
virgola, per dare più respiro al periodo.
5) sotto ai banchi > sotto i banchi. Si dice anche sotto ai banchi, ma
nei dizionari si preferisce la prima espressione, anche per evitare
accumulo avverbio-preposizione
6) non mi ricordo più cosa ma come vedi sono piccolezze"

L'ultima suo "caso di vita o di morte" è stato "decidiamo il formato delle miniature perchè nello slideshow sono di 120 e nell'articolo di 122 pixel!!!"
Perplesso

Last but not least, mio cugino emigrato a Venezia. Da buon uomo di marketing nonhamaiunminutoliberoperniente, la casella di posta sempre intasata e si limita ai suggerimenti. Però ammetto...preziosi.

Ed eccoci qui, al momento del Link
Considerando che è una cosa molto easy - ce l'ho con l'inglese oggi - se vi va, fatemi sapere che ne pensate!
Animoticon


June 15

Ritorno


Sono già tornata da Milano (e mi scuso con i milanesi che non ho chiamato, ma non ho avuto davvero il tempo di un caffè) dopo un viaggio puntuale, ma un po' stancante e noioso.

Avendo finito il libro che mi ero portata da leggere all'andata e avendo - senza sapere come - cancellato tutte le canzoni sul mio iPod, non mi restava che sgranocchiare quelle quattro ore e mezza in qualche maniera. Così ho cominciato a guardare le persone che avevo intorno. La mia "dirimpettaia" era una signora dalle forme rotonde fasciate e messe ben in evidenza dal vestitino scollacciato e griffato. Ogni tanto tirava fuori dalla borsetta Rosselli un pacco di pringles o biscotti alla vaniglia e accendeva la musica del "crunch crunch". Mi fissava con gli occhi che ignoravano i suoi occhiali Dior.

Alla mia sinistra c'era una ragazza rosso ciliegia (indossava una magliettina a sfondo rosa con le ciliegie, su un pantalone rosso e stringeva sulle gambe una borsetta rosa semi-trasparente). Leggeva - oltre a quello che io annotavo per voi - "I love shopping con mia sorella", la qual cosa me la rendeva simpatica, e ogni tanto urlava "pronto pronto" al cellulare con scarsi risultati.

(a questo punto del viaggio ho annotato tra parentesi di aver percepito dal fondo della carrozza che l'Italia stava pareggiando...)

Di fronde a miss ciliegia eurostar mi-rm, una ragazza - composta e in veste da ufficio - con il riflesso dell'arcobaleno sul viso sorrideva leggendo gli sms su uno dei cellulari che teneva accanto al libro di Coelho sul tavolino pieghevole del treno. Ho scommesso che fosse innamorata! Aveva una bella luce negli occhi.

Il peggio stava alla mia destra dove tre ragazzine dall'accento milanese - che hanno passato tutto il tempo a mangiare barrette di cereali al cioccolato e patatine - si lanciavano acqua ridendo come liceali in gita scolastica. Quando a Firenze sono salite due signore dai tratti orientali non hanno smesso un solo secondo di prenderle in giro.  Proprio perchè sono certa di non esser stata così stupida alla loro età, credo di averle fissate per qualche minuto con lo sguardo a metà tra il disgustato e l'arrabbiato.

Il mio campo visivo finiva lì. Così a questo punto della storia ho riflettuto sul reportage fotografico che avevo realizzato. E' stata un'esperienza importante. Sono stata dentro il carcere di Bollate in occasione di Sing Sing 2008, un concerto dove star della musica si sono esibite insieme ai detenuti.

All'inizio sono stata vittima di episodi divertenti dovuti anche al mio imbarazzo. Intanto ero una delle poche ragazze presenti e per di più mi spostavo molto per scattare. Vi racconto il primo approccio con i ragazzi del carcere...
Me ne stavo appoggiata alla ringhiera di fronte al palco per fotografare il back-stage quando ho visto, attraverso il mirino, il mio Direttore abbozzare un sorriso e fissarmi. Io - ignara di quello che stava per succedere - continuavo a deliziarmi del click click della macchina fotografica quando ad un certo punto ho sentito un'ondata travolgermi. La mia reazione è stata siglata da un "oh oh e mo che faccio?". Se fossi scappata avrei...come dire...dato un po' nell'occhio e avrei fatto la figura della vigliacca, così nel giro di qualche secondo la mia mente ha realizzato che dovevo continuare a scattare. Ho resistito qualche minuto prima di allungare il passo con nonchalange e scappare sul palco.

Mi aspettavo commenti e apprezzamenti poco carini, per la verità. Invece ho incontrato soltanto occhi (e tatuaggi), tanti, giovanissimi, che mi sorridevano, che si accendevano giusto il tempo di una foto...per tornare all'ombra alla fine di una canzone. Ragazzi, troppi. Che non ho avuto il coraggio di condannare, a quello pensa la legge. Con alcuni sono riuscita a chiacchierare e mi hanno chiesto, se non avessi paura...

...la verità è che non ne avevo.

Ho pensato che gli occhi verde smeraldo oggi trasparenti di uno di loro, un tempo dovevano essere di un colore molto più intenso. Aveva più o meno la mia età. Non so, non li ho giudicati perchè ho capito che in fondo sono solo ragazzi sfortunati, forse anche loro sono colpevoli di essere nati o essersi trovati...dalla parte sbagliata del mondo.

Se siete curiosi di vedere il reportage vi lascio dei link, trovate foto diverse:
FotoUp
Flickr/Ladraditempo