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August 14

Fuochi d'artificio

(soundtrack: Amen Omen di Ben Harper)

Piango
Forse per abitudine
Piango
Perché quando il cuore è arido non riesco a muovermi
Ho paura che vada in frantumi mentre la città ride, mormora, cammina

Ed è proprio quando fuori dalla mia finestra c’è il sole
Nella mia stanza tutto si spegne, è già notte
Una notte senza stelle, senza desideri
Senza te

Rubo le nuvole disegnate sul mio cuscino
Mi avvolgo nelle lenzuola di cotone bianco
Conservano il sapore dei sogni che si ripetono ogni notte
Si mescolano al profumo che tutte le sere segue la curva del mio orecchio
E bagna una ciocca tonda di capelli

Il soffitto, non riesco a vederlo
Forse non sono più qui, non sono più io
Penso agli amori che non hanno ombre
Quelli che di notte non ci sono mai stati

Questa sera qualcuno illuminerà la nostra città di fuochi d’artificio…
Li fanno per noi e noi non saremo lì a faccia in su,
guarderemo cieli diversi, pensando poi alle stesse cose

Ma non voglio guardare in alto stasera
Ho paura che queste scie che tagliano l’aria scura 
accendano il mio viso di lacrime
Ho paura di quello che scriverò domani
E di non udire nessuna voce sulla mia spalla

Questo è per te…

Mi volto per cercare un'altra luce
Quella di due occhi in cui si specchia il mare
Anche di notte

È ancora buio

Mentre qualcuno abbassa tutti i rumori intorno
Resta a parlarmi la sola voce dell’acqua che si corica esausta sulla battigia
Mi implora di lanciarle il mio pensiero a te
Ma io non posso…

…perché non so se galleggia o se va a fondo…


August 03

Per i miei coetanei


Per i miei coetanei avere 24 anni significa che per divertirsi si deve bere e possibilmente fumare.
Se a 24 anni non bevi e non fumi, allora ti stai sforzando a tutti i costi di sembrare quella/o che non sei...

Io ti ho vista già, eri in mezzo a tutte le parole che
non sei riuscita a dire mai.
Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma
non si sapeva dove...
Ti ho vista fare giochi con lo specchio
e aver fretta di esser grande
e poi voler tornare indietro quando non si può.

Quella che non sei
quella che non sei non sei
ma io sono qua e se ti basterà
quella che non sei, non sarai
a me basterà. 


Ma le persone sono tra loro molto diverse, tutti noi facciamo esperienze che delineano un percorso e costruiscono la nostra personalità.
Io ho 24 anni e non fumo, non amo neanche bere...insomma, bevo poco. Singori, sono un alieno! Sono proprio "una che non vive la sua età".

Come significa "vivere un'età"?
Fare quello che fanno gli altri? Sballarsi prima di andare in discoteca? Uscire tutte le sere per andare in locali dove non si parla?
Come si fa a dire "tu non vivi la tua età"?

Io so di essere diversa da molti dei miei coetanei e dei miei amici. Ma so anche di non aver mai fatto niente che non volessi fare e so per certo di aver bisogno di cose diverse dalle loro. Ma sto completamente vivendo la mia età. Sto per specializzarmi all'Università, ho iniziato a lavorare nel mio settore, ho delle passioni, viaggio, conosco molte persone...giovani e meno giovani di me, qualcuna anche molto meno giovane di me.

Vivo la mia età a modo mio e per come mi piace.
Perchè far parte della minoranza deve sembrare sempre un problema?

Senti Ro', ma è così bello fare le cose che non fanno gli altri...
...andare al ristorante alle 8, al mare il lunedì, indossare un vestito perchè ti sta bene e non perchè è di moda...
Passeggiare fino al Colosseo a piedi piuttosto che andare sempre nei locali fatti proprio per non farti desiderare quello che sta fuori...

La verità è che non ci capiamo. Noi esseri umani non capiremo mai le esigenze degli altri se non sono anche le nostre.
E' sempre tutto giusto o tutto sbagliato. Tutto bianco o tutto nero. Vero o falso.

Ma

poi

per chi?



June 24

Le regole della convivenza (quasi) perfetta


Oggi sto riflettendo sulla convivenza. In realtà ci rifletto da sempre, ma nell'ultimo mese un po' di più.
Forse perchè sono stanca per certi versi, per altri perchè la mia coinquilina G. è tornata a casa e adesso la sua stanza è occupata da O.
Nuova ragazza, nuove abitudini, nuove storie, nuove convergenze e divergenze.

O. è sicuramente la coinquilina migliore che abbia mai avuto.
Pulita e ordinata, impeccabile sotto questo punto di vista. E per una come me, tutto il resto si supera.
Finalmente!

E' una ragazza di una calma spaventosa.
La pausa caffè (con aggiunta di cardamomo!) con lei dura un'ora.

Comunque sto divagando, perchè ho deciso di stilare il vademecum della buona convivenza.

Regola numero 1 - Mai fare la spesa in comune! Potrebbe fare eccezione la carta igienica, ma è da valutare con molta attenzione.
Regola numero 2 - Non darsi regole rigide, sempre meglio appellarsi ai valori universali delle relazioni tra persone.
Regola numero 3 - E' buona cura avvisare sempre prima di far ritorno a casa o se si fa ritardo o addirittura se non si torna a dormire la notte.
Regola numero 4 - Anche se la tua coinquilina non butta la padella cancerogena, lascia che si rovini il fegato lei e non tu quando ti dirà "non toccare le mie cose!" nonostante tu abbia avuto anche l'accortezza di comperare la nuova padella.
Regola numero 5 - Se la tua coinquilina è la figlia del proprietario di casa, per qualsiasi comunicazione contattare i genitori. Se si rompe il letto Ikea per esempio, chiamate direttamente il proprietario. Altrimenti potreste sentirvi dire "strano, ho lo stesso letto a casa dei miei e non si è rotto".
Regola numero 6 - Tollerare è meglio che traslocare!
Regola numero 7 -  Se lei/lui non lava i piatti il venerdì prima di partire per il w.e., spostateli e rimetteteli nel lavello il lunedì mattina.
Regola numero 8 - Non sentitevi mai ospiti, soprattutto quando pagate 400 euro al mese per una stanza.
Regola numero 9 - Quando la vostra proprietaria aumenta di 50 euro in un anno la quota mensile dell'affitto, dovreste ricordarle che nemmeno l'Istat ha percentuali di variabilità così alte. Se al momento dell'accordo vi aveva detto "perchè noi non ci vogliamo speculare sopra", beh! leggete la regola numero 10...
Regola numero 10 - Fidarsi è bene, non fidarsi è decisamente molto meglio.

Detto questo, la mia attuale coinquilina è desaparecidas da ieri mattina, disattendendo la regola numero 3. Mi ha detto che sarebbe tornata tardi questa notte, ma quando mi sono svegliata lei non c'era. Cosa dovrei fare secondo voi? Non vorrei sembrare una vecchia zia preoccupata, però...
Che ne so, vale o non vale la regola di avvisare? O dovrei farmi i fatti miei? Ma dopo 24 ore (o 48?) si preoccupa pure la polizia...

Boh!



June 17

Self (dai, mica tanto questa volta) promotion


E' dall'estate scorsa che - a tempo perso - io, i miei cugini e mio padre abbiamo dato vita al sito internet sul mio paese.
Ed è da sempre che io indirettamente ve ne parlo, perchè in fondo il sud è sempre stato qui...tra le righe dei miei post.

Ma prima di soddisfare la curiosità di alcuni, vorrei parlarvi del Team, è divertente. Dovreste vedere come lavoriamo, internet nel nostro caso è l'incrocio tra Pietrapaola, Roma, Torino, Venezia e Colonia.

Beh, intanto c'è mio padre che "finanzia" l'iniziativa ed è a tutti gli effetti il nostro "corrispondente" visto che è l'unico a vivere giù. Il suo lavoro consiste nel "dare ordini" Sorriso - si fa per dire... - e raccogliere materiale utile facendo "il giro delle sette chiese", diciamo così.

Ci sono io che a parte fare la fotoreporter, scrivo qualche articolo tanto per aggiornare la bacheca. E faccio varie cosette sparse per il sito...insomma sono addetta soprattutto ai contenuti fotografici e testuali, ancora un po' troppo a singhiozzo.

A Torino c'è l'ingegnere, mio cugino Frazzz, il nostro web-master. A lui dobbiamo la parte grafica, tecnica, algoritmica del sito.
(E anche qualche "sanitario" che compare nello slideshow ogni tanto...ops...)

Direttamente da Colonia MT.
MT - che per mestiere farebbe l'editor - nel nostro caso per mestiere fa la "rompiscatole". Ma riconosco che serve anche una tipa così..."tetesca" tutta "nein", "verboten" e puntinisullei.

E' tremenda.
Tralasciando tutte le correzioni che mi fa quando pubblico qualcosa, della serie che tutti gli altri mi scrivono "bellissimo Rosa, ho pianto leggendo" e lei

"PS:
ho corretto pochissimo, magari non te ne accorgi nemmeno.

1) ho tolto "dannatamente" perché non era "a tono"
2) un gruppo musicale non "dura", ho sostituito con un'altra espressione
(di vecchia o antica data)
3) qualche volta, quando ci sono troppi aggettivi il periodo tende ad
appesantirsi, per cui ho lasciato via "inclinati" dai banchi verdi
4) In uno dei periodi in iniziali, ho messo un punto al posto di una
virgola, per dare più respiro al periodo.
5) sotto ai banchi > sotto i banchi. Si dice anche sotto ai banchi, ma
nei dizionari si preferisce la prima espressione, anche per evitare
accumulo avverbio-preposizione
6) non mi ricordo più cosa ma come vedi sono piccolezze"

L'ultima suo "caso di vita o di morte" è stato "decidiamo il formato delle miniature perchè nello slideshow sono di 120 e nell'articolo di 122 pixel!!!"
Perplesso

Last but not least, mio cugino emigrato a Venezia. Da buon uomo di marketing nonhamaiunminutoliberoperniente, la casella di posta sempre intasata e si limita ai suggerimenti. Però ammetto...preziosi.

Ed eccoci qui, al momento del Link
Considerando che è una cosa molto easy - ce l'ho con l'inglese oggi - se vi va, fatemi sapere che ne pensate!
Animoticon


June 15

Ritorno


Sono già tornata da Milano (e mi scuso con i milanesi che non ho chiamato, ma non ho avuto davvero il tempo di un caffè) dopo un viaggio puntuale, ma un po' stancante e noioso.

Avendo finito il libro che mi ero portata da leggere all'andata e avendo - senza sapere come - cancellato tutte le canzoni sul mio iPod, non mi restava che sgranocchiare quelle quattro ore e mezza in qualche maniera. Così ho cominciato a guardare le persone che avevo intorno. La mia "dirimpettaia" era una signora dalle forme rotonde fasciate e messe ben in evidenza dal vestitino scollacciato e griffato. Ogni tanto tirava fuori dalla borsetta Rosselli un pacco di pringles o biscotti alla vaniglia e accendeva la musica del "crunch crunch". Mi fissava con gli occhi che ignoravano i suoi occhiali Dior.

Alla mia sinistra c'era una ragazza rosso ciliegia (indossava una magliettina a sfondo rosa con le ciliegie, su un pantalone rosso e stringeva sulle gambe una borsetta rosa semi-trasparente). Leggeva - oltre a quello che io annotavo per voi - "I love shopping con mia sorella", la qual cosa me la rendeva simpatica, e ogni tanto urlava "pronto pronto" al cellulare con scarsi risultati.

(a questo punto del viaggio ho annotato tra parentesi di aver percepito dal fondo della carrozza che l'Italia stava pareggiando...)

Di fronde a miss ciliegia eurostar mi-rm, una ragazza - composta e in veste da ufficio - con il riflesso dell'arcobaleno sul viso sorrideva leggendo gli sms su uno dei cellulari che teneva accanto al libro di Coelho sul tavolino pieghevole del treno. Ho scommesso che fosse innamorata! Aveva una bella luce negli occhi.

Il peggio stava alla mia destra dove tre ragazzine dall'accento milanese - che hanno passato tutto il tempo a mangiare barrette di cereali al cioccolato e patatine - si lanciavano acqua ridendo come liceali in gita scolastica. Quando a Firenze sono salite due signore dai tratti orientali non hanno smesso un solo secondo di prenderle in giro.  Proprio perchè sono certa di non esser stata così stupida alla loro età, credo di averle fissate per qualche minuto con lo sguardo a metà tra il disgustato e l'arrabbiato.

Il mio campo visivo finiva lì. Così a questo punto della storia ho riflettuto sul reportage fotografico che avevo realizzato. E' stata un'esperienza importante. Sono stata dentro il carcere di Bollate in occasione di Sing Sing 2008, un concerto dove star della musica si sono esibite insieme ai detenuti.

All'inizio sono stata vittima di episodi divertenti dovuti anche al mio imbarazzo. Intanto ero una delle poche ragazze presenti e per di più mi spostavo molto per scattare. Vi racconto il primo approccio con i ragazzi del carcere...
Me ne stavo appoggiata alla ringhiera di fronte al palco per fotografare il back-stage quando ho visto, attraverso il mirino, il mio Direttore abbozzare un sorriso e fissarmi. Io - ignara di quello che stava per succedere - continuavo a deliziarmi del click click della macchina fotografica quando ad un certo punto ho sentito un'ondata travolgermi. La mia reazione è stata siglata da un "oh oh e mo che faccio?". Se fossi scappata avrei...come dire...dato un po' nell'occhio e avrei fatto la figura della vigliacca, così nel giro di qualche secondo la mia mente ha realizzato che dovevo continuare a scattare. Ho resistito qualche minuto prima di allungare il passo con nonchalange e scappare sul palco.

Mi aspettavo commenti e apprezzamenti poco carini, per la verità. Invece ho incontrato soltanto occhi (e tatuaggi), tanti, giovanissimi, che mi sorridevano, che si accendevano giusto il tempo di una foto...per tornare all'ombra alla fine di una canzone. Ragazzi, troppi. Che non ho avuto il coraggio di condannare, a quello pensa la legge. Con alcuni sono riuscita a chiacchierare e mi hanno chiesto, se non avessi paura...

...la verità è che non ne avevo.

Ho pensato che gli occhi verde smeraldo oggi trasparenti di uno di loro, un tempo dovevano essere di un colore molto più intenso. Aveva più o meno la mia età. Non so, non li ho giudicati perchè ho capito che in fondo sono solo ragazzi sfortunati, forse anche loro sono colpevoli di essere nati o essersi trovati...dalla parte sbagliata del mondo.

Se siete curiosi di vedere il reportage vi lascio dei link, trovate foto diverse:
FotoUp
Flickr/Ladraditempo






June 12

Riassunto delle puntate precedenti (e di quelle che verranno)


Il titolo di questo post è un po' ironico, un po' disperato.
Dopo lunghe assenze qualche volta torno qui, ma non so mai da dove cominciare a scrivere. Tante volte non scrivere mi è sembrata la soluzione migliore.

Oggi no.

E allora comincio col dire che domani vado a Milano (Federico, per caso torni su prima di venerdì?) e che molto probabilmente il mio futuro si sta proiettando sull'autostrada Napoli-Milano piuttosto che sulla interminabile Salerno-Reggio. Così è da qualche giorno che penso e se l'attimo prima sono quasi euforica, quello dopo cado nello sconforto. E rifletto su quanto sia ingiusta la situazione di noi studenti del sud, quanto dobbiamo soffrire per il distacco dalla nostra terra, combattere contro i pregiudizi di questa gente che dipende dal codice del cancello di casa (oggi non si apriva, ho dovuto aspettare che qualcuno si accorgesse di me...), sentirci sempre "ospiti in casa d'altri", "coinquilini da milioni di euro", "camere singole in graziosi (?) appartamentini",  e poi...tutto passa e siamo ancora qui o chissà dove, più soli e poveri di un tempo.

Io amo davvero questa città, lo sapete. I miei vecchi post ne hanno tratto sempre ispirazione, ogni luce, ogni sanpietrino ha disegnato un percorso sulla mia strada. E così è diventata la mia vita, giorno dopo giorno. Migliaia di lacrime dopo. Da quattro traslochi a questa parte.
Tanti di voi ne fanno parte.

Come farò a ricominciare?
Cosa mi "seguirà"? E chi cancellerà le mie tracce come ha già fatto il mare giù in Calabria da quando sono andata via?
Sono così stanca di perdere sempre tutto.
Anche se poidi tutte le cose ho sempre avuto metà, come infiniti post fa.

Nel mio futuro (magari non troppo troppo lontano) vorrei fermarmi a vivere in un luogo fuori città con la mia famiglia, immagino un casolare a mattoncini, un enorme terrazzo e alberi di more e ciliegie in giardino. Un posto che se non costa milioni, vale miliardi. Sogno - in tempi come questi - di fare colazione fuori, staccando i frutti dagli alberi...
Il silenzio. L'aria tiepida del mattino tra le fessure dei vestiti di cotone bianco e leggero. Le ginocchia rannicchiate sulla sedia e i grilli quando si fa sera. Le stelle. Le luci dei fuochi d'artificio che accendo il cielo lontano da me. Chiudere gli occhi e sentire la vita intorno, quella che non insegue nessun treno, che non ha appuntamenti sull'agenda.

E poi posso sempre tornare qui, a prendere le mie cose...

May 05

L'Incarico di Canon


Cari amici blogger,

ho bisogno di voi, ancora una volta.
Quest'anno ho deciso di partecipare al concorso "L'Incarico" di Canon.

Il concorso funziona così: le foto più votate per ciascuna categoria verranno esaminate da una giuria di grandi nomi della fotografia e gli autori delle immagini avranno la possibilità intanto di vincere una macchina fotografica Canon 40d (un gioiellino di casa Canon) ma soprattutto potranno ricevere un vero Incarico e tutto quello che ne consegue.

Anche se so di non poter vincere, so che ci sono ritratti migliori del mio, quello che vi chiedo è un voto (o magari anche più d'uno :-b) quando avete 5 minuti di tempo e sempre che la foto vi piaccia...

Il titolo che le ho dato è "Personaggio in cerca d'Autore" poichè ritrae un noto personaggio del Paese che fruga nelle sue tasche alla ricerca di un po' di passato, esprimendo con gli occhi tutta la magia che un tempo risiedeva per le strade consumate.

Non riesco a darvi direttamente il link, provate a fare copia-incolla di questo indirizzo:
http://ta.canon-europe.com/?pg=gallery&cc=it&lc=it&photo_id=foto4806f8d39da5e





May 04

Cosa vuol dire essere un cane


In una città come Roma vuol dire non potersi permettere un incidente per strada, in particolare di domenica.
Perchè? Perchè sei costretto a morire, come si dice, solo come un cane (o perchè sei un cane). Già...

Oggi è stata una giornata molto triste.
Stavo tornando a casa da via delle Terme di Caracalla e mentre camminavo con le cuffie dell'iPod nelle orecchie per spegnere tutti i rumori del traffico, non ho potuto spegnere il dolore di un piccolo pastore tedesco di sei mesi ferito al bordo della strada che porta al Colosseo. Ho tirato con forza la cuffia che avevo nell'orecchio destro e ho guardato col volto strizzato dal dolore quello di un ragazzo polacco la cui sola parola italiana che aveva appreso probabilmente era "macchina". Continuava a ripeterla con lo sguardo fisso sul muso del suo piccolo amico ferito.

Nel giro di mezz'ora cinque adulti e tre ragazzini erano pronti a fare qualsiasi cosa per aiutare il ferito (inutile dire che la persona che lo aveva investito non si è fermata a soccorrerlo...). Dopo un giro di telefonate interminabili, casualmente è passata una macchina del servizio civile. Un uomo e una ragazza ci hanno aiutati a trasportare il malato in una clinica privata, per sostenere le spese (vi assicuro...scandalose!) abbiamo fatto una colletta che purtroppo non è servita a molto se non a placarci in qualche modo la coscienza e a darci l'illusione di aver in qualche modo dimostrato ad un mondo dove regna la cattiveria e l'indifferenza che qualcuno c'è ancora, qualcuno che vedendo un essere vivente ferito non si volta dall'altra parte solo perchè ha quattro zampe e non due.

Il nostro piccolo amico non ce l'ha fatta.
Sono arrivata a casa delusa e arrabbiata.
Non volevo credere all'idea che nella tanto decantata città della cultura quale è Roma, non esista in fondo la cultura più alta, quella che ti porta a provare compassione per il prossimo indipendentemente dal numero delle sue zampe, quella che ti fa dimenticare chi sei e cosa stavi facendo prima di incontrare un paio di occhi tristi.

Quando è arrivata la pattuglia dei vigili e questi hanno visto un cane accucciato ai lati della strada, ansimante, col sangue tra i denti, non si sono chiesti nemmeno un istante quanto soffrisse, dove portarlo, come curarlo, hanno rimesso in moto e sono andati via.

Chi è davvero la bestia?




April 24

Tra poco smette di piovere

Chi lo avrebbe mai detto...
(non che avrebbe smesso di piovere!!! Linguaccia)

...che mi sarebbe tornata così d'improvviso voglia di scrivere sul blog...
...che mi sarebbe tornata la malinconia di una volta, dio quanto mi mancava...
... e che sarei tornata qui, a casa...a scrivere ascoltando una canzone...

Eppure, oggi è così.
Che sia colpa della pioggia fuori o del rumore nelle nuvole che nasconde le note più dolci di questa canzone, forse l'insistenza di gocce piccole piccole ma testarde sull'asfalto adulto.
Lo sapete già che questa situazione mi trascina indietro e non ero più abituata a questo salto nel tempo, proprio quello di cui mi dovrei sentire "ladra".
Non ne ho rubato abbastanza da proteggermi dalla voglia di riavere quello vecchio, evidentemente.

Penso che siano successe molte cose nella mia vita da quando ho smesso di scrivere, mi chiedo se qualcuno passerà ancora qui a leggere adesso che me ne sono andata. Forse sto parlando solo a me stessa. E sono un po' cambiata rispetto a ieri, ho avuto (o creduto di avere) un gran da fare e ogni giornata ha in un certo senso steso un velo sottile sulle cose che prima riuscivano a farmi preoccupare, per le quali piangevo, per le quali stavo in silenzio a pensare.

Sono riuscita per un po' a vivere nell'euforia del "prima", si insomma...la prima esperienza bella a lavoro, la prima intervista, la prima volta fotografa, la prima volta a Mosca, la prima di uno spettacolo che sembra perfetto. E lo è ancora. Poi però le cose ad un certo punto si assestano e mi sale l'inquietudine, sento di nuovo la mancanza, di nuovo non so di cosa, semplicemente trovo un vuoto.

Vorrei tornare un po' indietro, solo cinque minuti per arrabbiarmi e piangere.
Invece piange solo il cielo, mentre io ingoio tutti i pensieri.



November 29

eTrasloco

Se in tre anni a Roma ho dovuto subite quattro traslochi, in tre anni di msn space concedetemene almeno uno!

Dopotutto si trasloca nel mondo reale come in quello virtuale.
Si costruisce una nuova grafica come si arreda una stanza...
...si scrivono altre pagine, ma si resta comunque se stessi.

Ho portato con me i colori bianco e rosso, e non perchè siamo sotto natale :-)
Semplicemente volevo conservare l'anima fresca e un po' stregata di questo posticino a cui sono tanto affezionata.

Forse capiterà anche a me come ad altri, forse qualcuno non verrà più a trovarmi.
Ma vi assicuro che...non mi trasferisco molto lontano, è proprio quì, dietro l'angolo.
Mi piaceva questa zona.

Aspettate un attimo, vi lascio l'indirizzo: ladraditempo

La casa è ancora un po' in disordine, ci sono scatoloni a ogni angolo...devo ancora sistemare i libri nella libreria, poi ci sono tutti i cd, le foto e i souvenir dei viaggi.
Ma se passate a trovarmi, non occorre neanche bussare!!!

:-)
November 26

Inter(net)connessi

Dopo un paio di post direi poco creativi, forse ho qualcosa di buono.

Qualche hanno fa, i primi tempi del blog, parlavo (qualcuno forse ricorderà) di persone e personaggi. Affrontavo l'argomento sul mondo reale e il mondo virtuale.
E pensare che due anni fa il mondo virtuale per me era il blog ed msn, 4 contatti, solo quando avevo modo di connettermi.

Oggi pomeriggio, mentre passeggiavo su via Appia, ho fatto spazio nella mia mente ad un elenco di luoghi virtuali che frequento abitualmente...
(chissà, magari perchè in quel luogo reale mi sentivo più sola che quì)
...sono passata per questo blog, il mio sito internet, msn, skype, google talk, flicker, facebook, twitter, il forum della nital, il forum di sdc...
Senza contare che ho 4 indirizzi email, gestisco un altro sito insieme ai miei cugini, e ne frequento altre community con meno frequenza.

Tre anni fa credevo...

"In fondo il personaggio di un racconto è fatto di parole e non di carne e ossa. Quello che conosciamo di lui è frutto di una costruzione, di una selezione di dettagli.

Le persone che incontriamo nella vita sono molto più complesse e possiedono anche tutti i tratti e le qualità che noi non possiamo osservare, hanno una vita interiore e pensieri a cui non abbiamo accesso, hanno davanti a se un destino aperto e un futuro tutto da scoprire.

Fuori di quì siamo relazionati al mondo intero, ma nel nostro mondo virtuale siamo come imprigionati in una maglia stretta e tutto accade in uno spazio limitato da scritte, bordi, fotografie scelte con cura...solo ciò che opportunamente si decide di mostrare.

Noi siamo personaggi di pixel, come quelli dei romanzi sono personaggi di carta. Possiamo uscire da un blog ed entrare in un altro come loro escono da una pagina e si intrufolano nell'altra".


Oggi non credo più in questa profonda differenza.
Certe volte penso persino che voi mi conosciate meglio delle persone che incontro tutti i giorni.
E, sono quasi sicura, che se ci incontrassimo (come è accaduto con alcuni) il rapporto tra noi diventerebbe ancora più bello, verrebbe sublimato. Perchè in fondo non siamo legati più solo da pixel.

Hey! Ormai sono anni che ci conosciamo!!! :-)

Però...però...
Ammetto che fa una certa impressione pensare a come in così poco tempo ho cominciato a passarne così tanto davanti al pc.
Fa effetto sul serio sentire di aver praticamente triplicato, quadruplicato e di più, la mia giornata, me stessa...
Ormai è più facile "dimenticare il cellulare" (e quì il riferimento NON è puramente casuale :-b) che dimenticare di controllare la casella di posta elettronica!

Ci pensate mai?
Probabilmente meno del dovuto, perchè stiamo già assorbendo le novità. Siamo diventati osmotici, filtriamo tutto in modo talmente naturale che vivere da interconnessi è decisamente la normalità. Infatti, ci tolgono per un po' la rete (e ci riportano ad una antica situazione "normale") e...ci sentiamo tremendamente nudi, soli e, guarda un po', abbiamo anche tempo per...annoiarci...

Isn't it?

Fuori di test...

Ok, mi approprio di una non-catena dello Zio Bo, in un momento di sconfortante perdita di ispirazione...
Famose du risate!

1.HAI 5 € E VUOI COMPRARE DEGLI SNACKS AD UN AUTOGRILL. COSA COMPRI?
Per cominciare un test mi pare una gran domanda. Vabè. Ma che domanda è?
Comunque, in genere non entro nell'autogrill, vado nel posticino accanto e mi faccio un bel panino con mozzarella di bufala (ovviamente la mia tappa più frequente è in Campania)
2. SE POTESSI REINCARNARTI IN UNA CREATURA MARINA COSA SARESTI?
Un'orata no...mi farebbero al forno con le patate e per quanto la adori, soffro il caldo. Un delfino, almeno posso contare sulla LAV.
3. CHI E' LA ROSSA CHE PREFERISCI?
La pizza, a questo punto :-)
4. COSA ORDINI AL FAST FOOD?
(Sembra un test per chi non ha voglia di mangiare a casa) Non ci vado. Se sono costretta ordino un'insalata e prego che non ci abbiano sputato dentro.
5. L'ULTIMO LIBRO LETTO?
Il birraio di Preston di Montalbano, lo sto ancora leggendo...ma faccio fatica...
6. DESCRIVI LE TUE MUTANDE PREFERITE
Rosse con dei disegni colorati, mi ricordano le stoffe maya. Non commentate.
7. DESCRIVI L'ULTIMA VOLTA CHE TI SEI FERITO
Mi ferisco continuamente i piedi con le scarpe, sono sempre troppo piccole...uffa.
8. TRA TUTTI I TUOI AMICI CON CHI VORRESTI ESSERE GETTATO IN UN POZZO?
:-S
9. CONCERTO ROCK O SINFONIA?
Rock
10. COS'HAI COME WALLPAPER SUL TUO CELLULARE?
Cos'è il wallpaper? Lo sfondo? Una mia immagine...ovviamente.
11. BEVANDA GASATA PREFERITA?
Sprite zero
12. CHE TIPO DI MAGLIA STAI INDOSSANDO?
Felpa vintage della fila, bianca, blu e rossa.
13. SE POTESSI USARE UN SOLO MEZZO DI TRASPORTO PER TUTTA LA VITA QUALE SAREBBE?
La navicella spaziale.
14. IL FILM PIU' RECENTE CHE HAI VISTO AL CINEMA?
Rendition in anteprima, bellissimo.
15. GLI ATTORI/ATTRICI PER CUI HAI AVUTO UNA COTTA?
Ma per piacere.... (buona quella di Bo)
16. LA TUA TORTA PREFERITA?
Senza panna e cremine, meglio la crostata...
17. COSA HAI MANGIATO PER CENA IERI?
Carne con rughetta e contorno di pisellini, gnam.
18. COSA VEDI ALLA TUA SINISTRA?
Muro.
19. TI SLEGHI LE SCARPE PER TOGLIERLE?
No! Quasi mai...
20. IL TUO GIOCATTOLO PREFERITO DA BAMBINO?
Barbie.
21. TI COMPRI DA SOLO DA MANGIARE?
Si, se voglio mangiare.
22. PENSI CHE LA GENTE PARLI ALLE TUE SPALLE?
Certo, mi capita quando sono in fila per esempio sulle scale mobili in metro.
23. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI INGHIOTTITO UN BOCCONE AMARO?
Quando ho mangiato il caviale, bleach! :-b
24. IL TUO FRUTTO PREFERITO?
Avogado.
25. HAI UNA TUA FOTO MENTRE FAI LA RUOTA?
Ecco un'altra domanda interessante. Perchè dovrei avere una mia foto mentre faccio la ruota?
26. HAI UN RAGAZZO/A?
Sto aspettando i saldi!
27. HAI MAI MANGIATO LA NEVE?
Siiiiiii, se no a che serve la neve?!
28. DI CHE COLORE SONO LE TUE LENZUOLA?
Bianche con fantasia azzura-giallina...con cuscino a pois, comprato da ikea.
29. IL FIORE PREFERITO DI TUA MAMMA?
Non so, le piacciono tutti.
31. ASCOLTI MUSICA CLASSICA?
Poco, ma non mi dispiace.
33. L' ULTIMA COSA CHE HAI MANGIATO?
Cous Cous con verdurine e pesto.
34. LA GENTE TI CONSIDERA INTELLIGENTE?
Credo di si, poveri...
35. CHE ORE SONO?
Le 15:39
36. HAI MESSENGER ACCESO?
Si, ma sono su invisibile!!!
39. A CHE ORA E' PUNTATA LA TUA SVEGLIA?
7, ma mi alzo sempre prima che suoni...
40. CHE CD HAI NEL LETTORE?
Ho l'ipod...di cd ce ne sono per 8 gb.
41. DI QUALE FILM CONOSCI LE BATTUTE A MEMORIA?
Asterix :D
42. LA TUA INSALATA PREFERITA?
Greca!!!! (con aggiunta di salmone affumicato). Senza dubbio.
43. USCIRESTI CON QUALCUNO COPERTO DI TATUAGGI?
In quel senso NO.
44. QUANTI ANNI FARAI AL TUO PROSSIMO COMPLEANNO?
24, oh oh.
45. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI AVUTO FARFALLE NELLO STOMACO?
mmm, provo a mangiarle poi ti dico (buona quella di Bo).
46. IN QUALE MODO LA GENTE SPESSO STORPIA IL TUO NOME?
Ro', se provano a chiamarmi "Rosy" fulmino con lo sguardo...
47. SE DOVESSI DIVENTARE FAMOSO CAMBIERESTI IL TUO COGNOME?
Lo vorrei cambiare in "Spina", il cognome di mia madre. Sai che bello poi, Rosa Spina, come la bella addormentata nel bosco. Ma sono certa che anche in quel caso non verrebbe mai il principe azzurro a svegliarmi...

November 23

On my way to the Chicago Book Fair

Ultimente sto leggendo una raccolta di short stories di Paulo Coelho.
Credo di non esser mai riuscita a leggere un suo libro, ma...qualche tempo fa comprai alla Feltrinelli questa raccolta perchè era in inglese e cercavo qualcosa per tenermi in allenamento.

L'altra sera ho letto una cosa molto carina.
Eccola:

I was flying from New York to Chicago to attend the book fair held by the American Booksellers Association.
Suddenly, a young man stood up in the aisle of the plane and announced:
"I need twelve volunteers each willing to carry a single rose when we get off the plane".
Several people raised their hands. I did too, but wasn't chosen.
Even so, I decided to follow the group. We landed, and the young man indicated a young woman in the arrivals hall at O'Hare Airport.
One by one, the passengers presented their rose to her. At last, in front of everyone, the young man asked her to marry him, and she accepted.
An air steward said to me:
"I've been working here for years, and that's the most romantic thing that has ever happened in this airport!".


Io mi considero una romantica e non mi vergogno di dirlo. Credo che il romanticismo sia una delle cose più belle e dolci della vita...detto così banalmente, senza mezzi termini.

Sono convinta che ci siano poche cose davvero importanti, e sono tutte piccole...quasi invisibili...
...ecco perchè facciamo sempre fatica a vederle.
November 16

Se la fiction fa un po' c.....


Finalmente ho trovato la notizia che cercavo. Che volete, le cose fatte male mi fanno veramente incazzare!
Così, dopo aver visto la fiction su Nino Gaetano o Pino Gaetano o Gino Gaetano o quello che volete eccetto uno, beh...ho cominciato la mia affannosa ricerca su internet. Volevo sapere...

...si, volevo sapere chi era la misteriosa donna che Rino doveva sposare (è Irene, nella realtà si chiama Amelia), volevo conoscere il testo di una sua canzone - La Ballata di Renzo - inedito, in cui racconta la storia di "un ragazzo che fa un incidente e viene rifiutato da tre ospedali romani" (non vi sembra un po' di conoscerla?), volevo sapere perchè di un poeta che non stava né a destra e né a sinistra, ma che aveva il cuore decisamente a sud...non si è parlato mai di sud, volevo sapere perchè la canzone dedicata alla nonna Marianna è diventata un inno alla droga...volevo sapere di mille bla bla bla trasformati in ble bli blo.

Ed ecco che leggo un articolo in cui si parla di una puntata, "Ritratto di Rino Gaetano", andata in onda su "La storia siamo noi". Scopro che è stata persino intervistata la misteriosa Amelia. E no, non potevo resistere...dovevo trovare la replica. Ho fatto di tutto, compreso scrivere alla redazione di Rai Edu. E finalmente scopro che...

...la replica s'ha da fare!
Lunedì notte - come tutti i programmi che non sia la De Filippi a condurre - alle 23:30 su Rai 2.

Che dite, ce la vediamo?
;-)

November 15

Si, signor...Capitano!

Altro giro di giostra. Altra catena.

Questa volta sono stata nominata dal Capitano (scusate ma il mac non mi fa mettere il link, però lo trovate nell'elenco diaBLOGando) e si tratta di un passa-parola simpatico, perchè dà modo ai nuovi arrivati di conoscere la ragione della nascita del mio blog e ai veterani di saperne sempre di più.

1) Che cosa ti ha spinto a creare un blog?

"Era Novembre...la notte prima della mia partenza per New York. Ho pensato ad un modo rapido e soprattutto economico per comunicare con le persone che lasciavo quì, così mi sono detta che internet era il metodo migliore...

...certo avrei potuto usare la mail, scriverne una unica ed inviarla a tutti i miei contatti. Ma ho scelto di creare un blog, questo blog.

Voleva essere un diario di viaggio. Un luogo sicuro dove raccontare la mia prima avventura fuori dai confini europei.

Il mio - quì dentro - è poi diventato un viaggio nella quotidianità, un tour tra le cose della vita, un modo per esplorare il mondo attraverso la scrittura, attraverso una cartografia tutta da tradurre o costruire giorno per giorno.

Ho capito che mi piaceva prendermi cura di questo spazio quando mi sono scoperta a pensare "questo devo scriverlo sul blog!". Ho scoperto quanto fosse stimolante quando ho cominciato a fare attenzione alle cose che mi capitavano, ogni gesto poteva suggerirmi un nuovo racconto.

Una parola pronunciata a voce alta sull'autobus, una discussione negli spogliatoi della palestra, un sorriso per strada, un silenzio senza fine, le lacrime, una luna sorridente, pallida o bugiarda. Un'occhiata al cielo di notte, una Roma travolgente.

Una canzone...“

2) Il tuo primo post...

Lo ricordo con tenerezza. Ricordo l'atmosfera di quella sera, la tuta comoda che indossavo e la sedia rosa acceso che C. aveva comprato all'Ikea. Ricordo l'aria fredda dell'inverno fuori dal balconcino, il Vittoriano illuminato e le voci dei gabbiani...

"Il viaggio inizia ancor prima di partire...

L'eccitazione del viaggio, il primo fuori dai confini dell'Europa, fa si che le mie dita scorrano libere sulla tastiera...e i miei pensieri diventano pixel, si posano quì, fermano il tempo.

La partenza per New York è prevista per le 7,50 di domenica da Fiumicino.

Tornando a casa questa sera pensavo a Roma, a questa a tmosfera così magica che si nasconde nei riflessi della luna quando cala la sera, respiravo l'aria che sa di storia (oltre lo smog...andate sempre oltre il lato negativo delle cose) e ho pensato di dover raccomandare a qualcuno di conservarmela bene, "tenetela bene Roma...mentre sarò via."

Oggi, inizio questo blog. Oggi inizia il mio viaggio, quando apro la valigia e sento salire l'eccitazione, quando comincio a riflettere su tutto quello che mi occorre, quando sfoglio la guida che mi è stata regalata e immagino me stessa tra la gente e le luci, i grattacieli e la musica, che passa attraverso il mio lettore mp3.

Scriverò di questo mio viaggio, forse per racchiuderlo quì, per lasciare da qualche parte delle emozioni che spero di non dimenticare, dei dettagli che mi faranno sorridere e poi per voi che vorrete fidarvi di me, dei miei occhi e di quello che saranno in grado di raccontarvi e, con un pò di ambizione, di mostrarvi..."

3) Il post di cui ti vergogni di più...

Difficile dirlo, ci sono stati post che poi avrei voluto non aver scritto. Ma ricordarli è troppo complicato, sono sommersi da tutti gli altri.
Comunque posso segnalarvi l'UNICO senza commenti (guai a chi commenta adesso!), si intitola "il linguaggio delle api".

4) Il post di cui vai più fiera...

Tantissimiiiiiii.
Quindi scelgo una piccola poesia il cui titolo è "Aria".

Aria.

A volte vorrei diventare aria...scompormi...e roteare, insinuarmi nei posti dove mai riuscirò ad entrare. Sentire il solletico provocato dalle vibrazioni della corda di una chiatarra e farmi musica.

Invidio l'aria e invidio la musica.

Se fossi aria potrei entrare nelle tasche della gente, potrei sfiorare le labbra di un amore e starmene rannicchiata nella sue dita mentre stringe una penna.

Se fossi musica potrei piacergli, potrei fargli sentire il profumo dei ricordi più belli e regalargli un sorriso.

Se solo fossi musica... sarei certa di essere amata.

Stasera vorrei diventare l'aria su cui galleggia la melodia più dolce e riscaldare il cuore di chi saprebbe accogliermi.




E adesso tocca a voi, dovrei nominare qualcuno, ma sarò buona e vi lascio decidere se aderire o no al gioco.
Ma non nascondo che sarei proprio curiosa di conoscere anche le vostre storie... :-)
November 13

Rare tracce (di Rino Gaetano)

Alzo la mano, sono tra quelli che domenica e lunedì hanno fatto di tutto per vedere la fiction su Rino Gaetano in Tv.
Molto carina la prima puntata, molto bravi gli attori...una volta tanto. Straordinaria la somiglianza del protagonista con Rino.

Però...però...
...devo ammettere che, da Calabrese, sono un po' delusa. Per altro Crotone (paese in cui il cantante ha vissuto fino all'età di 12 anni) è casa mia...quasi.
Delusa di non aver scorto nemmeno una scintilla del mio sud, quello che si sente nelle canzoni, quello che si percepisce nelle "e" aperte di Rino Gaetano.

Delusa perchè hanno esasperato la sua solitudine nella senconda puntata, probabilmente se avessero raccontato che stava per sposarsi, il senso completo sarebbe stato diverso. Forse non meno profondo e filosofico, solo più romantico. Invece la seconda parte mi ha messo addosso una tale tristezza...

Delusa, ancora, perchè la madre di Rino (nella fiction) aveva l'accento napoletano e il padre quello pugliese.
Delusa, perchè hanno mescolato a casaccio le date di uscita dei dischi di Rino Gaetano e si sono incartati con la scenografia, visto che c'era già il poster del disco di Lucio Dalla uscito l'anno dopo.
Delusa, eh si, perchè non hanno parlato dei due incidenti di Rino, il primo da cui si era salvato miracolosamente, poi quello mortale...dopo essersi ricomprato la stessa macchina, e dopo il rifiuto da parte di 5 ospedali...

Delusa perchè Rino Gaetano non mi risulta sia andato a Stromboli, se proprio dovevano inventare...potevano mandarlo in Calabria, dove è nata una delle canzoni più belle..."ad esempio a me piace il sud"...

Odio i clichè, ma qualche volta è vero che di quel sud si deve parlare solo quando le cose vanno male.
Avevi ragione Rino "se mai qualcuno capirà...sarà senz'altro un altro come me..."

Ecco, voglio segnalarvi questo articolo: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13005&sez=HOME_MAIL

(ultima modifica: 21:58 di martedì 13 novembre)
November 07

Come sono (vista)

Ieri sono stata nel mio "caro" vecchio ufficio, da cui sono andata via "espressamente e volutamente, quantunque con la qualunque e chicchessia", ops...mi sono lasciata trasportare, queste sono le parole di un comico calabrese...
(mi dicono, siciliano...fa lo stesso, la differenza è giusto lo stretto!)

...dicevo...

Ieri sono passata dal mio vecchio ufficio per dare un po' di "lezioni private" dell'uso di software per l'editing di materiale audio-video (uh, suona bene...) e, la ragazza che ha preso il mio posto si definisce un tipo ansioso e dice che io sono "così calma..." (io???) "si...rilassata..." tanto da trasmettere questa sensazione di "avere tanto tempo a disposizione per tutto..."

Mentre lei mi diceva queste cose, io avvolta nel suo eco mi appoggiavo alla poltrona girevole e con lo sguardo al soffitto mi dondolavo, pensavo a come non sempre quello che pensiamo di noi stessi coincide con la visione che di noi hanno gli altri.
E su questo non ci piove, ma - per quello che mi riguarda - da quì a trasmettere tutta questa calma ce ne vuole...

...e pensare che mi sono sempre sentita la persona più ansiosa del mondo, io che arrivo agli appuntamente con una mezz'ora di anticipo e poi non sapendo che fare entro nelle librerie e faccio milioni di volte il giro dello stesso scaffale, io che la sola vista del disordine in casa mi infastidisce e mi mette ansia, io che se vado a dormire e non ricordo di aver chiuso il gas mi alzo di colpo e vado a controllare, io che se non ho le mie cose intorno soffro, io che se devo andare a lezione di flamenco alle 7 esco da casa alle 6 (e la palestra è sotto casa!!!), io che se ho un appuntamento alla sera vivo la giornata in funzione di quell'appuntamento, io che sono riuscita ad arrivare in facoltà quando la facoltà era ancora chiusa, io che se sto facendo qualcosa non sento la gente che mi parla, io che se cammino per strada faccio dieci metri con tre passi e metto sotto chiunque...

...insomma, no no non avrei mai detto di me che sono una persona calma...e non avrei mai pensato, neanche lontanamente, di poterne trasmettere una briciola.
Mia madre da piccola mi chiamava "il ciclone", fate un po' voi.

Eppure la ragazza ha percepito in me questa sensazione, no stress, nessuna irrequietezza, niente fretta...
Sarà. Magari qualche volta, per la stanchezza (?), lo divento sul serio. Forse è solo un abbandonarsi al corso degli eventi, evitare di prendere la vita troppo sul serio e pensare "se non ci riesco, pazienza..."

Attegiamento giusto o sbagliato, dipende dai punti di vista, a volte è rigenerante.
E' un modo per dominare il "pantarei", ti fermi nell'acqua del fiume che "non è mai la stessa" e guardandola sussurri amabilmente...
"ma chi se ne frega..."
November 05

mutande moderne - nonne all'antica

L'altro giorno mi trovai a passare in soggiorno mentre mi dirigevo in cucina a bere e intravidi mia nonna accovacciata sul divano che, interrotto il suo lavoro di piegare i panni appena raccolti, se ne stava lì con le braccia alzate a contemplare un pezzettino di microfibra nera a forma di triangolino...

...la osservai divertita mentre lei girava e rigirava il mio perizoma (non fate quella faccia, lo usano tutte...dai...) con la fronte accigliata.

"Roooo, e chissù chisse? E' du tuju chissu...?" (Rosa, cos'è questa roba? E' tuo questo?)
Per le risate quasi mi affogavo con l'acqua.
Mia nonna continuava a contemplare quel pezzo di stoffa nero.
"Chisse su...mutande moderne!" risposi continuando a sorridere.
"Mmaaaaa! e chi ti teninu?" (Santo cielo! E cosa sorreggono???)
Domanda legittima, io ho cercato di spiegarle che con quelle non si vedono i segni dietro al pantalone aderente...
"Mmaaaaa! E ti fa fridduuuuu!" (Ma così hai freddo!)
"Oih no, e mica vada in giro solo con le mutande!"

Viva le nonne!

November 01

Scopri l'amore...

 
Ieri sono stata in città a fare un pò di shopping, quando torno a casa approfitto sempre di prezzi più convenienti, solide amicizie con i titolari dei negozi di abbigliamento, portafogli di mamma...
 
Dopo aver accontentato il fisico, per acquetare lo spirito siamo entrate in una sorta di "libreria religiosa" dove mia madre compra i libri per il catechismo (e dove c'era una bambina simpaticissima che non poteva non chiamarsi...Beatrice...) e mentre mi aggiravo per gli scaffali un po' titubante, annoiata in attesa che mamma scegliesse i suoi libri, mi sono fermata a leggere un bigliettino rosa tenue pasticciato di brillantini.
 
Conteneva questa poesia,
(ve la regalo)
 
Prendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima
posala sul viso di chi non ha mai pianto.
Prendi il coraggio
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.