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Scrivo e fermo il tempo, racchiudo un viaggio......racconto un pezzo di mondo...
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June 24 Le regole della convivenza (quasi) perfettaOggi sto riflettendo sulla convivenza. In realtà ci rifletto da sempre, ma nell'ultimo mese un po' di più. Forse perchè sono stanca per certi versi, per altri perchè la mia coinquilina G. è tornata a casa e adesso la sua stanza è occupata da O. Nuova ragazza, nuove abitudini, nuove storie, nuove convergenze e divergenze. O. è sicuramente la coinquilina migliore che abbia mai avuto. Pulita e ordinata, impeccabile sotto questo punto di vista. E per una come me, tutto il resto si supera. Finalmente! E' una ragazza di una calma spaventosa. La pausa caffè (con aggiunta di cardamomo!) con lei dura un'ora. Comunque sto divagando, perchè ho deciso di stilare il vademecum della buona convivenza. Regola numero 1 - Mai fare la spesa in comune! Potrebbe fare eccezione la carta igienica, ma è da valutare con molta attenzione. Regola numero 2 - Non darsi regole rigide, sempre meglio appellarsi ai valori universali delle relazioni tra persone. Regola numero 3 - E' buona cura avvisare sempre prima di far ritorno a casa o se si fa ritardo o addirittura se non si torna a dormire la notte. Regola numero 4 - Anche se la tua coinquilina non butta la padella cancerogena, lascia che si rovini il fegato lei e non tu quando ti dirà "non toccare le mie cose!" nonostante tu abbia avuto anche l'accortezza di comperare la nuova padella. Regola numero 5 - Se la tua coinquilina è la figlia del proprietario di casa, per qualsiasi comunicazione contattare i genitori. Se si rompe il letto Ikea per esempio, chiamate direttamente il proprietario. Altrimenti potreste sentirvi dire "strano, ho lo stesso letto a casa dei miei e non si è rotto". Regola numero 6 - Tollerare è meglio che traslocare! Regola numero 7 - Se lei/lui non lava i piatti il venerdì prima di partire per il w.e., spostateli e rimetteteli nel lavello il lunedì mattina. Regola numero 8 - Non sentitevi mai ospiti, soprattutto quando pagate 400 euro al mese per una stanza. Regola numero 9 - Quando la vostra proprietaria aumenta di 50 euro in un anno la quota mensile dell'affitto, dovreste ricordarle che nemmeno l'Istat ha percentuali di variabilità così alte. Se al momento dell'accordo vi aveva detto "perchè noi non ci vogliamo speculare sopra", beh! leggete la regola numero 10... Regola numero 10 - Fidarsi è bene, non fidarsi è decisamente molto meglio. Detto questo, la mia attuale coinquilina è desaparecidas da ieri mattina, disattendendo la regola numero 3. Mi ha detto che sarebbe tornata tardi questa notte, ma quando mi sono svegliata lei non c'era. Cosa dovrei fare secondo voi? Non vorrei sembrare una vecchia zia preoccupata, però... Che ne so, vale o non vale la regola di avvisare? O dovrei farmi i fatti miei? Ma dopo 24 ore (o 48?) si preoccupa pure la polizia... Boh! June 17 Self (dai, mica tanto questa volta) promotionE' dall'estate scorsa che - a tempo perso - io, i miei cugini e mio padre abbiamo dato vita al sito internet sul mio paese. Ed è da sempre che io indirettamente ve ne parlo, perchè in fondo il sud è sempre stato qui...tra le righe dei miei post. Ma prima di soddisfare la curiosità di alcuni, vorrei parlarvi del Team, è divertente. Dovreste vedere come lavoriamo, internet nel nostro caso è l'incrocio tra Pietrapaola, Roma, Torino, Venezia e Colonia. Beh, intanto c'è mio padre che "finanzia" l'iniziativa ed è a tutti gli effetti il nostro "corrispondente" visto che è l'unico a vivere giù. Il suo lavoro consiste nel "dare ordini" Ci sono io che a parte fare la fotoreporter, scrivo qualche articolo tanto per aggiornare la bacheca. E faccio varie cosette sparse per il sito...insomma sono addetta soprattutto ai contenuti fotografici e testuali, ancora un po' troppo a singhiozzo. A Torino c'è l'ingegnere, mio cugino Frazzz, il nostro web-master. A lui dobbiamo la parte grafica, tecnica, algoritmica del sito. (E anche qualche "sanitario" che compare nello slideshow ogni tanto...ops...) Direttamente da Colonia MT. MT - che per mestiere farebbe l'editor - nel nostro caso per mestiere fa la "rompiscatole". Ma riconosco che serve anche una tipa così..."tetesca" tutta "nein", "verboten" e puntinisullei. E' tremenda. Tralasciando tutte le correzioni che mi fa quando pubblico qualcosa, della serie che tutti gli altri mi scrivono "bellissimo Rosa, ho pianto leggendo" e lei "PS: ho corretto pochissimo, magari non te ne accorgi nemmeno. 1) ho tolto "dannatamente" perché non era "a tono" 2) un gruppo musicale non "dura", ho sostituito con un'altra espressione (di vecchia o antica data) 3) qualche volta, quando ci sono troppi aggettivi il periodo tende ad appesantirsi, per cui ho lasciato via "inclinati" dai banchi verdi 4) In uno dei periodi in iniziali, ho messo un punto al posto di una virgola, per dare più respiro al periodo. 5) sotto ai banchi > sotto i banchi. Si dice anche sotto ai banchi, ma nei dizionari si preferisce la prima espressione, anche per evitare accumulo avverbio-preposizione 6) non mi ricordo più cosa ma come vedi sono piccolezze" L'ultima suo "caso di vita o di morte" è stato "decidiamo il formato delle miniature perchè nello slideshow sono di 120 e nell'articolo di 122 pixel!!!" Last but not least, mio cugino emigrato a Venezia. Da buon uomo di marketing nonhamaiunminutoliberoperniente, la casella di posta sempre intasata e si limita ai suggerimenti. Però ammetto...preziosi. Ed eccoci qui, al momento del Link Considerando che è una cosa molto easy - ce l'ho con l'inglese oggi - se vi va, fatemi sapere che ne pensate! June 15 RitornoSono già tornata da Milano (e mi scuso con i milanesi che non ho chiamato, ma non ho avuto davvero il tempo di un caffè) dopo un viaggio puntuale, ma un po' stancante e noioso. Avendo finito il libro che mi ero portata da leggere all'andata e avendo - senza sapere come - cancellato tutte le canzoni sul mio iPod, non mi restava che sgranocchiare quelle quattro ore e mezza in qualche maniera. Così ho cominciato a guardare le persone che avevo intorno. La mia "dirimpettaia" era una signora dalle forme rotonde fasciate e messe ben in evidenza dal vestitino scollacciato e griffato. Ogni tanto tirava fuori dalla borsetta Rosselli un pacco di pringles o biscotti alla vaniglia e accendeva la musica del "crunch crunch". Mi fissava con gli occhi che ignoravano i suoi occhiali Dior. Alla mia sinistra c'era una ragazza rosso ciliegia (indossava una magliettina a sfondo rosa con le ciliegie, su un pantalone rosso e stringeva sulle gambe una borsetta rosa semi-trasparente). Leggeva - oltre a quello che io annotavo per voi - "I love shopping con mia sorella", la qual cosa me la rendeva simpatica, e ogni tanto urlava "pronto pronto" al cellulare con scarsi risultati. (a questo punto del viaggio ho annotato tra parentesi di aver percepito dal fondo della carrozza che l'Italia stava pareggiando...) Di fronde a miss ciliegia eurostar mi-rm, una ragazza - composta e in veste da ufficio - con il riflesso dell'arcobaleno sul viso sorrideva leggendo gli sms su uno dei cellulari che teneva accanto al libro di Coelho sul tavolino pieghevole del treno. Ho scommesso che fosse innamorata! Aveva una bella luce negli occhi. Il peggio stava alla mia destra dove tre ragazzine dall'accento milanese - che hanno passato tutto il tempo a mangiare barrette di cereali al cioccolato e patatine - si lanciavano acqua ridendo come liceali in gita scolastica. Quando a Firenze sono salite due signore dai tratti orientali non hanno smesso un solo secondo di prenderle in giro. Proprio perchè sono certa di non esser stata così stupida alla loro età, credo di averle fissate per qualche minuto con lo sguardo a metà tra il disgustato e l'arrabbiato. Il mio campo visivo finiva lì. Così a questo punto della storia ho riflettuto sul reportage fotografico che avevo realizzato. E' stata un'esperienza importante. Sono stata dentro il carcere di Bollate in occasione di Sing Sing 2008, un concerto dove star della musica si sono esibite insieme ai detenuti. All'inizio sono stata vittima di episodi divertenti dovuti anche al mio imbarazzo. Intanto ero una delle poche ragazze presenti e per di più mi spostavo molto per scattare. Vi racconto il primo approccio con i ragazzi del carcere... Me ne stavo appoggiata alla ringhiera di fronte al palco per fotografare il back-stage quando ho visto, attraverso il mirino, il mio Direttore abbozzare un sorriso e fissarmi. Io - ignara di quello che stava per succedere - continuavo a deliziarmi del click click della macchina fotografica quando ad un certo punto ho sentito un'ondata travolgermi. La mia reazione è stata siglata da un "oh oh e mo che faccio?". Se fossi scappata avrei...come dire...dato un po' nell'occhio e avrei fatto la figura della vigliacca, così nel giro di qualche secondo la mia mente ha realizzato che dovevo continuare a scattare. Ho resistito qualche minuto prima di allungare il passo con nonchalange e scappare sul palco. Mi aspettavo commenti e apprezzamenti poco carini, per la verità. Invece ho incontrato soltanto occhi (e tatuaggi), tanti, giovanissimi, che mi sorridevano, che si accendevano giusto il tempo di una foto...per tornare all'ombra alla fine di una canzone. Ragazzi, troppi. Che non ho avuto il coraggio di condannare, a quello pensa la legge. Con alcuni sono riuscita a chiacchierare e mi hanno chiesto, se non avessi paura... ...la verità è che non ne avevo. Ho pensato che gli occhi verde smeraldo oggi trasparenti di uno di loro, un tempo dovevano essere di un colore molto più intenso. Aveva più o meno la mia età. Non so, non li ho giudicati perchè ho capito che in fondo sono solo ragazzi sfortunati, forse anche loro sono colpevoli di essere nati o essersi trovati...dalla parte sbagliata del mondo. Se siete curiosi di vedere il reportage vi lascio dei link, trovate foto diverse: FotoUp Flickr/Ladraditempo June 12 Riassunto delle puntate precedenti (e di quelle che verranno)Il titolo di questo post è un po' ironico, un po' disperato. Dopo lunghe assenze qualche volta torno qui, ma non so mai da dove cominciare a scrivere. Tante volte non scrivere mi è sembrata la soluzione migliore. Oggi no. E allora comincio col dire che domani vado a Milano (Federico, per caso torni su prima di venerdì?) e che molto probabilmente il mio futuro si sta proiettando sull'autostrada Napoli-Milano piuttosto che sulla interminabile Salerno-Reggio. Così è da qualche giorno che penso e se l'attimo prima sono quasi euforica, quello dopo cado nello sconforto. E rifletto su quanto sia ingiusta la situazione di noi studenti del sud, quanto dobbiamo soffrire per il distacco dalla nostra terra, combattere contro i pregiudizi di questa gente che dipende dal codice del cancello di casa (oggi non si apriva, ho dovuto aspettare che qualcuno si accorgesse di me...), sentirci sempre "ospiti in casa d'altri", "coinquilini da milioni di euro", "camere singole in graziosi (?) appartamentini", e poi...tutto passa e siamo ancora qui o chissà dove, più soli e poveri di un tempo. Io amo davvero questa città, lo sapete. I miei vecchi post ne hanno tratto sempre ispirazione, ogni luce, ogni sanpietrino ha disegnato un percorso sulla mia strada. E così è diventata la mia vita, giorno dopo giorno. Migliaia di lacrime dopo. Da quattro traslochi a questa parte. Tanti di voi ne fanno parte. Come farò a ricominciare? Cosa mi "seguirà"? E chi cancellerà le mie tracce come ha già fatto il mare giù in Calabria da quando sono andata via? Sono così stanca di perdere sempre tutto. Anche se poidi tutte le cose ho sempre avuto metà, come infiniti post fa. Nel mio futuro (magari non troppo troppo lontano) vorrei fermarmi a vivere in un luogo fuori città con la mia famiglia, immagino un casolare a mattoncini, un enorme terrazzo e alberi di more e ciliegie in giardino. Un posto che se non costa milioni, vale miliardi. Sogno - in tempi come questi - di fare colazione fuori, staccando i frutti dagli alberi... Il silenzio. L'aria tiepida del mattino tra le fessure dei vestiti di cotone bianco e leggero. Le ginocchia rannicchiate sulla sedia e i grilli quando si fa sera. Le stelle. Le luci dei fuochi d'artificio che accendo il cielo lontano da me. Chiudere gli occhi e sentire la vita intorno, quella che non insegue nessun treno, che non ha appuntamenti sull'agenda. E poi posso sempre tornare qui, a prendere le mie cose... May 05 L'Incarico di CanonCari amici blogger, ho bisogno di voi, ancora una volta. Quest'anno ho deciso di partecipare al concorso "L'Incarico" di Canon. Il concorso funziona così: le foto più votate per ciascuna categoria verranno esaminate da una giuria di grandi nomi della fotografia e gli autori delle immagini avranno la possibilità intanto di vincere una macchina fotografica Canon 40d (un gioiellino di casa Canon) ma soprattutto potranno ricevere un vero Incarico e tutto quello che ne consegue. Anche se so di non poter vincere, so che ci sono ritratti migliori del mio, quello che vi chiedo è un voto (o magari anche più d'uno :-b) quando avete 5 minuti di tempo e sempre che la foto vi piaccia... Il titolo che le ho dato è "Personaggio in cerca d'Autore" poichè ritrae un noto personaggio del Paese che fruga nelle sue tasche alla ricerca di un po' di passato, esprimendo con gli occhi tutta la magia che un tempo risiedeva per le strade consumate. Non riesco a darvi direttamente il link, provate a fare copia-incolla di questo indirizzo: http://ta.canon-europe.com/?pg=gallery&cc=it&lc=it&photo_id=foto4806f8d39da5e | ||||||||||||||||||||||||